Il Fondo monetario internazionale bacchetta l’Italia

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Il Fondo monetario internazionale tira le orecchie al nostro paese

Nuove problematiche in vista per il governo italiano, alle prese con la stesura del DEF, ed al relativo scontro con l’Europa. L’impatto sulla crescita dell’Italia, dalle misure di stimolo previste dal governo targato M5S e Lega, potrebbe rivelarsi incerto nel corso dei due anni a venire, e probabilmente potrebbe far scaturire effetti negativi nel breve e medio periodo, se il livello dello spread continuasse a crescere o rimanere su livelli comunque molto alti. Questo il parere manifestato dal Fondo Monetario Internazionale, nella relazione che prelude agli argomenti contenuti all’interno dell’Art.IV.  Il Fomdo monetario ha spiegato come l’atteso impatto cosidetto di stimolo possa invece essere controbilanciato dal continuo rialzo degli spread. Si otterrebbe quindi un effetto rischioso da non sottovalutare, perché potrebbe portare a risultati negativi sia nel breve, che nel medio periodo.

La problematica relativa alle pensioni

I possibili mutamenti circa le pensioni degli italiani, previsti dal governo, ovvero la cosidetta quota 100, potrebbero creare nuove situazioni in seno all’economia italiana. Potrebbe aumentere ulteriormente la spesa pensionistica del paese. Ciò inevitabilmente imporrà oneri ancora maggiori sulle generazioni che verranno, lascerebbero meno spazio a quelle che sono le politiche per la crescita, e porterebbero a minori tassi. Secondo il Fondo inoltre sarebbe davvero poco probabile, che l’ondata di pensionamenti possa creare nuovi posti di lavoro che siano perlomeno sufficenti per i giovani. Per il Fmi é necessario razionalizzare gli sprechi e le risorse disponibili, per creare in eventuale sviluppo.

Il rischio recessione

ll Fondo Monetario Internazionale, avverte anche l’Italia, circa un possibile rischio di recessione, che potrebbe scaturire da un livello di debito pubblico esageratamente elevato. Ecco perché bisogna stare attento a non sbagliare manovra, a non far crescere lo spread, in maniera tale da non essere risucchiati in una recessione che potrebbe essere assai pericolosa.

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