La Lega Pro tornerà a chiamarsi Serie C

Il presidente Gravina: “Siamo identificati da tifosi e appassionati con il nome originario, che è identità”

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Ritorno al passato. Lo aveva già annunciato nei giorni scorsi Giuseppe Gravina ed ora è diventato realtà. L’Italia calcistica riabbraccia la tanto cara Serie C. Nelle scorse ore infatti è stato ufficializzato il cambio di denominazione da Lega Pro a Serie C appunto, dopo la decisione all’unanimità l’Assemblea di Lega svoltasi a Firenze.

Le parole del presidente Gravina. “Siamo nati come Serie C – ha detto il presidente Gabriele Gravina – e, in particolare, siamo identificati da tifosi e appassionati con il nome originario, che è identità”. Il presidente della terza serie professionistica ha poi parlato ad ampio raggio del futuro dell’intera lega, lanciando un allarme sulla situazione debitoria di alcuni club e che rischia di attirare anche quelli considerati sani. “La Lega Pro ha lanciato una sfida – ha ammesso Gravina – Vogliamo far sì che si trovi una soluzione ai problemi del calcio italiano. Problemi di sistema, di risorse e sulle quali bisogna assolutamente interrogarsi. Come è possibile che delle quattro società promosse in serie B due sono arrivate ai playoff promozione (Benevento e Cittadella), la Spal ha già brindato alla serie A mentre su quattro retrocesse dalla B tre falliscono?”.

Situazione Latina. Chiaro riferimento alla situazione del Latina, da mesi senza acquirenti con l’istanza fallimentare già in corso, e alla precaria condizione del Vicenza, con la famiglia Tesoro al passo d’addio. Si è salvato invece in extremis il Pisa, acquistato da Corrado lo scorso ottobre garantendo la regolarità di un campionato messo a dura prova dopo l’inizio ricco di colpi di scena. Infine, Gravina ha parlato dell’incontro con il Ministro dello Sport Lotti facendo un punto sul futuro: “Ho avuto dal ministro la massima disponibilità nell’affrontare uno dei progetti più importanti che sta a cuore alla Lega Pro, quello della formazione. Un progetto che tende ad evitare la dispersione scolastica quindi il progetto dell’apprendistato”.

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